Gli Stati Uniti cercano di calmare le crescenti preoccupazioni europee sul futuro dell’impegno americano nella Nato dopo settimane di annunci contrastanti sui dispiegamenti militari nel continente. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha assicurato che i movimenti di truppe statunitensi in Europa non rappresentano una misura “punitiva” contro gli alleati, ma fanno parte di una più ampia riorganizzazione globale delle forze americane.
Parlando a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza a Helsingborg, in Svezia, Rubio ha sostenuto che Washington stia semplicemente rivalutando l’allocazione delle proprie risorse militari nel quadro dei suoi impegni globali. “Non si tratta di una misura punitiva”, ha detto, descrivendo il processo come una revisione ordinaria delle priorità strategiche americane.
Le rassicurazioni arrivano dopo giorni di confusione innescati dalle decisioni del presidente Donald Trump sul dispiegamento delle truppe americane in Europa. Dopo aver inizialmente annunciato il ritiro di circa 5.000 soldati dal continente, Trump ha successivamente invertito la rotta annunciando un nuovo invio di 5.000 militari in Polonia, attribuendo la decisione anche ai rapporti con il presidente polacco Karol Nawrocki.
Preoccupazione tra gli alleati
Dietro le dichiarazioni ufficiali resta però una crescente inquietudine nelle capitali europee sulla prevedibilità dell’approccio americano verso la Nato.
L’incertezza si è accentuata dopo gli scontri tra Trump e alcuni governi europei sulla guerra con l’Iran. Il presidente americano aveva criticato diversi alleati per il loro livello di sostegno alle operazioni statunitensi e aveva minacciato una revisione dell’impegno americano nell’Alleanza. Rubio ha riconosciuto che la “delusione” di Trump nei confronti di alcuni partner Nato è “ben documentata” e che la questione verrà affrontata al vertice dei leader previsto ad Ankara a luglio.
“Come qualsiasi alleanza, deve essere vantaggiosa per tutte le parti coinvolte”, ha dichiarato Rubio, insistendo sulla necessità di chiarire aspettative e responsabilità reciproche.
Più responsabilità europee
La questione si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump, che da mesi spinge gli alleati europei a sostenere una quota maggiore del peso della difesa collettiva per consentire agli Stati Uniti di concentrare risorse su altre aree considerate prioritarie, in particolare l’Indo-Pacifico.
Nelle stesse ore funzionari Nato e del Pentagono hanno cercato di minimizzare l’impatto degli ultimi annunci, definendo alcuni cambiamenti come semplici ritardi nelle rotazioni delle truppe e non come un ridimensionamento strutturale della presenza americana. Ma il susseguirsi di messaggi contrastanti continua a sollevare dubbi tra i partner europei su quale sarà, nel lungo periodo, il ruolo degli Stati Uniti nella sicurezza del continente.

